Percorsi di formazione professionale per l’inclusione sociale e lavorativa dei giovani vulnerabili in Brasile
Il Brasile continua a vivere forti disuguaglianze sociali ed economiche, nonostante i significativi progressi ottenuti grazie a politiche di protezione sociale come il programma Bolsa Família, che ha contribuito alla riduzione della povertà e della povertà estrema; tuttavia, una larga parte della popolazione rimane vulnerabile, con il 40% degli occupati nel settore informale, il 60% con un reddito inferiore al salario minimo e un’elevata disoccupazione giovanile, particolarmente accentuata nel Nord-Est, area povera, agricola e segnata da emigrazione interna e clientelismo. In questo contesto, caratterizzato da una popolazione prevalentemente urbana e giovane e da un divario tra formazione e reali bisogni del mercato del lavoro, diventa strategico investire in percorsi professionalizzanti mirati e integrati con il territorio.
Un’ampia fetta della popolazione – secondo le stime del Comune di Sao Luis se ne conta più di 1.600 – che abita la strada e vive di espedienti restando ai margini della società.
Il progetto “Con le mani In-Pasta” è un’iniziativa di formazione professionale e inclusione socio-lavorativa rivolta a giovani in condizioni di vulnerabilità economica e sociale nella città di São Luís, nel Nord-Est del Brasile, ed è portato avanti dalla parrocchia di Nossa Senhora dos Remedios, al centro della città.
Un piccolo centro di formazione in panificazione e pasticceria, con un corso professionalizzante della durata di 8 mesi, rivolto a giovani tra i 18 e i 28 anni. Ogni corso accoglie un numero limitato di partecipanti per garantire un accompagnamento personalizzato e di qualità, con il supporto di docenti qualificati ed esperti del settore.
La formazione combina lezioni tecnico-pratiche (circa 640 ore complessive) con tirocini formativi non retribuiti, dove i partecipanti mettono in pratica le competenze acquisite offrendo un servizio concreto alle persone senza fissa dimora.
Casa di accoglienza Souza Araujo
Una risposta concreta a una malattia ancora viva
Il morbo di Hansen, o lebbra, è una malattia antica ma ancora presente: nel 2023 sono stati registrati 182.815 nuovi casi in 184 Paesi, con un impatto significativo su donne e bambini. In Brasile, oltre 22.000 persone hanno contratto l’infezione. La lebbra, causata dal Mycobacterium leprae, colpisce pelle, nervi, vie respiratorie e occhi, e può condurre a gravi disabilità se non trattata tempestivamente.




La Casa di accoglienza Souza Araujo, situata nella parrocchia di San Matteo a Rio Branco, accoglie persone che hanno contratto la malattia. Molti arrivano con sintomi già avanzati e gravi disabilità, spesso dopo anni di esclusione sociale.
Il centro ospita 15 anziani e non autosufficienti, garantisce cure sanitarie, assistenza spirituale e condizioni di vita dignitose.
La struttura offre anche servizi ambulatoriali giornalieri per pazienti esterni e svolge attività di autosostentamento come l’allevamento ittico, suino e bovino aiutano a coprire le necessità della casa.
Il progetto si sviluppa nella città di Aracaju, stato del Sergipe, nord est del Brasile attraverso la promozione di azioni sul territorio volte a garantire la presenza di personale socio-sanitario specializzato (14 unità coinvolte) nella cura e assistenza all’anziano impegnandolo anche in attività laboratoriali di carattere manuale o in iniziative di sensibilizzazione verso la cittadinanza.


Il progetto ha previsto l’elaborazione di un programma di costruzione di pozzi di profondità che possano garantire l’accesso all’acqua potabile per uso familiare e sanitario e, al contempo, favorire l’irrigazione dei campi e rivitalizzare così l’attività agricola. In particolare l’area interessata coinvolge la parrocchia di Pinhão, ove si trova come referente Padre Alex.



